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Il premio medio per una RC Auto in Italia è di 407 euro contro i 222
della Germania, 229 della Spagna e 172 della Francia. E’ questo uno dei
punti più spinosi della protesta che lo SNA (Sindacato nazionale agenti
assicurativi) ha messo in atto durante un convegno a Roma.
Sul palco si sono visti insieme gli agenti con varie associazioni dei
consumatori e la Confcommercio, tutti preoccupati per la situazione
delle assicurazioni nel nostro Paese.
“Giù le mani dai consumatori” è il titolo scelto per l’incontro in cui
il sindacato ha annunciato lo stato di agitazione per protestare contro
le compagnie. Cinque le domande che sono state poste all’Ania dallo SNA.
1) Che iniziative sono state prese o si intendono prendere nei confronti
delle imprese che abbandonano il mercato assicurativo, con particolare
riguardo al Meridione, creando grave danno ai consumatori e determinando
una vera e propria emergenza sociale?
2) Perché nonostante le liberalizzazioni del mercato assicurativo
introdotte con la Legge Bersani non si è attuato un efficace processo
concorrenziale fra le compagnie?
3) Le compagnie hanno fatto una politica di efficace contrasto alle
frodi al fine di contenere il costo delle R.C. Auto oppure hanno
preferito trasferire gli oneri sulla collettività?
4) Le compagnie di assicurazione hanno spesso in comune amministratori e
dirigenti, partecipazioni incrociate e moltiplicazione di incarichi.
Come ritenete di ovviare a tale evidente alterazione dei livelli
concorrenziali fra le imprese?
5) Perché l’Ania rifiuta di confrontarsi con gli agenti per adeguare
l’accordo nazionale fra le parti alla normativa attuale?
Insomma, agenti sul piede di guerra. Innanzitutto c’è il problema delle
tariffe – fra le più care d’Europa – e aumenti che pesano sulle tasche
dei cittadini: il sindacato chiede innanzitutto l’istituzione di un
Comitato nazionale contro le frodi assicurative, uno dei capitoli che
più gravano sul bilancio delle compagnie e che sono usate per
giustificare i rincari. Poi, c’è il problema del presidio del
territorio: lo SNA ritiene inaccettabile che in alcune parti d’Italia
arrivino centinaia di lettere di disdetta da parte delle polizze
assicurative nei confronti degli assicurati (svincolate dai profili,
rivolte, cioè, anche agli automobilisti più virtuosi), con anche agenzie
e centri di liquidazione che chiudono. Infine, chiedono – attraverso
anche una petizione rivolta al Presidente della Camera – di consentire
una vera liberalizzazione del mercato, consentendo anche l’ingresso di
compagnie estere.
Giovanni Metti, presidente SNA: “Stiamo assistendo al lievitare del
costo delle polizze a carico dei nostri clienti. Alcune associazioni
consumeriste segnalano crescite del 173% nella Rcauto dal 1994 ad oggi.
Si tratta di costi insostenibili per le famiglie italiane come dimostra
anche la comparazione del premio medio in Italia, che è praticamente
doppio rispetto a quello pagato in Germania, Francia e Spagna. E proprio
per questa ragione il Sindacato si pone, oggi più che mai, al fianco dei
consumatori, con l’obiettivo di dare vita ad un mercato sostenibile,
caratterizzato da tariffe eque ed accettabili per le famiglie e le
imprese.”
Nel frattempo, l’Isvap (autorità di controllo sulle assicurazioni) ha
avviato 14 procedure di indagine proprio per verificare se alcuni
aumenti praticati da altrettante compagnie siano giustificati o meno.
Questi rincari sarebbero sensibili soprattutto al Sud e nei confronti
dei giovani (si parla di contratti con premi fino a 8.500 euro annuali
per assicurare un’auto per i più giovani).