I ritardi nella liquidazione dei sinistri sono, purtroppo, frequenti. Le Compagnie
si giustificano affermando che l'alto numero di richieste di
risarcimento che rasentano o che sconfinano nella truffa le obbliga a
mantenere un atteggiamento di prudenza. Non v'è dubbio che tale
problema esiste, ma non si può trascurare il fatto che molte imprese
hanno una struttura liquidativa obsoleta ed insufficiente, non di rado
aperta al pubblico solo per poche ore alla settimana.
La realtà è un'altra: i maggiori gruppi assicurativi hanno raggiunto
apprezzabili standard qualitativi nella gestione dei sinistri, che
quando non sono di particolare gravità e complessità sono liquidati in
tempi brevi, mentre le Compagnie che non godono di ottima salute,
attraverso dilazioni e ritardi, lucrano interessi e riescono con
ardite operazioni contabili a puntellare bilanci traballanti.
Ma a parte questa malaugurata ipotesi negli altri casi cosa si può
fare? Nel campo della RC Auto, se l'impresa nicchia, trascorsi
inutilmente sessanta giorni dalla richiesta, il consumatore che non ha
ottenuto il risarcimento può citare in giudizio l'assicuratore ed
anche il responsabile dell'incidente. L’assicuratore che liquida il
danno in ritardo dovrà pagare al danneggiato gli interessi e la
rivalutazione monetaria che il giudice stabilirà nella sentenza.
Nel caso di comportamenti scorretti da parte della Compagnia, il
consumatore assicurato può inviare un reclamo circostanziato all’ISVAP
(Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private) il quale,
quando sia accertata una violazione della legge, prenderà nei
confronti di tale Compagnia provvedimenti che, nei casi più gravi,
comportano anche la revoca all’esercizio dell’assicurazione RC Auto.